Cerniera tra Oriente e Occidente, punto di collegamento tra Europa e Asia, Istanbul è una città carica di storia e brulicante di vita. Dopo essere stata per più di mille anni Costantinopoli, oggi Istanbul continua ad ammaliare, turbare e disorientare i visitatori imprimendo nella memoria immagini e suggestioni indimenticabili.

Una città fatta di profumi, suoni e scenari unici e seducenti.

Ad Istanbul, appena svegli dal minareto il richiamo del Muezzin invita alla preghiera, ricordando alla popolazione la dovuta devozione ad Allah. Il canto salmodiato, caratterizzato da una melodia trascinante, viene amplificato con gli altoparlanti nelle strade dando al risveglio una dose di misticismo e fascino che prende dal profondo. Tra le strade il vento ci mette pochissimo ad alzare aromi di frutta secca e spezie, che si confondono con le note salmastre provenienti dal mare, e che provengono dalle centinaia di botteghe del Gran Bazar. Incantati dalla vista di luoghi magici come il Palazzo del Sultano, Santa Sofia, la Moschea Blu o la Torre di Galata, passeggiare per Istanbul vuol dire immergersi in un mondo fatto di colori e conoscere la storia di una delle città più belle e antiche del mondo. 

E se si parla di storia e cultura non si può prescindere dalla tradizione gastronomica. Pomodori, melanzane, peperoni e zucchine, tutti i prodotti della terra che appartengono all’area mediterranea sono alla base di molti piatti della cucina della città turca, un universo che risente degli influssi di questa consuetudine e di usanze antiche derivate da passate dominazioni. Ad Istanbul un pasto inizia spesso con i meze, piccole porzioni di cibo come passato di melanzane, börek e diverse insalate con yogurt e formaggio. Verdure ripiene di carne macinata sono poi una costante insieme al kebab o al köfte, ossia le polpette. Tra chiese bizantine e moschee ottomane, botteghe tipiche e negozi più alla moda, si può sorseggiare un succo di melograno e rendersi conto di quanto Istanbul cresca a ritmi molto rapidi e cambi in maniera quasi incontrollabile. E’ una megalopoli da visitare a piedi ma è divertente prendere il tram che percorre Istiklal Caddesi per tutta la sua lunghezza, partendo da Taksim ed arrivando fino a Tünel.

Poche esperienze possono dirsi suggestive quanto una passeggiata sul Ponte di Galata, soprattutto al tramonto, quando intorno alla Torre risuonano i garriti dei gabbiani, le sagome delle moschee si stagliano contro un cielo dalle sfumature rosate e l’aroma di tabacco spira dai narghilè dei caffè . E in questi luoghi, irrinunciabile diventa l’esperienza di sorseggiare il caffè turco, che nel 2013 è stato inserito dall’Unesco nella prestigiosa lista del Patrimonio immateriale dell’umanità. 

Il Caffè ad Istanbul

La tecnica di preparazione del caffè turco non è esclusiva solo della Turchia. Il caffè turco è bevuto in Grecia, Armenia e paesi arabi e si differenzia da altri metodi di preparazione: la polvere di caffè viene macinata molto finemente e poi fatta bollire e sbollire per tre volte nell’ibrik, un bricco d’ottone. D’obbligo lasciar riposare la bevanda un paio di minuti, per dare tempo alla polvere di depositarsi sul fondo della tazzina, rigorosamente di porcellana. Il caffè si mostra denso e corposo, dal sapore forte e deciso, sposandosi alla perfezione con i sapori raffinati e floreali della pasticceria turca.  Il caffè in Turchia significa scusa per fermarsi a parlare e gustare la bevanda, l’esatto opposto del concetto dell’espresso all’italiana. 

Uno dei caffè più famosi di Istanbul è il Mandabatmaz. Lontano dai circuiti turistici più battuti, nel quartiere Beyoğlu nella parte europea della città, qui l’odore forte e persistente della miscela si sente già all’esterno del locale. Il Mandabatmaz è aperto dal 1967 e si riconosce facilmente, anche grazie all’insegna che rappresenta un bufalo su una tazza.  L’atmosfera è ancora più caratteristica al Sark Kahvesi, storico caffè nel cuore del Grand Bazaar. Sempre qui c’è anche il Kahveci Ethem Tezçakar, aperto dal 1909 dove da sempre il caffè viene torrefatto sul legno, senza l’utilizzo di gas né di elettricità. C’è poi il più informale Fazyl Bey, si trova a Kadıköy, distretto asiatico della città, affacciato sul Mar di Marmara. Aperto dal 1923, il locale propone una miscela più delicata rispetto agli standard del Turk Kahvesi tradizionale, che solitamente ha note più aspre.

Particolarità del caffè turco è che dopo averlo bevuto il fondo che rimane nella tazzina può essere letto da un esperto come la mano da un chiaroveggente. Recita il detto turco: “l’amicizia che inizia bevendo il caffè insieme dura tanti anni”. Non sappiamo se questo sia vero ma non abbiamo alcun dubbio nel ritenere Istanbul un luogo dotato di un’atmosfera magica il cui fascino rimane davvero memorabile.  Protesa verso il futuro, ma allo stesso tempo ben ancorata alle sue antichissime radici, resta una delle mete europee più visitate. 

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