La tecnica di preparazione del caffè più diffusa oggi in America, da nord a sud, è quella del caffè lungo a filtro, un metodo che consiste nel far passare l’acqua attraverso un setto poroso. Chiari esempi di questo tipo di preparazione sono anche il caffè moka e l’espresso ma per fare il caffè filtro è essenziale utilizzare un caffè dalla macinatura media.

Nord America

Ciò che contribuì, nel 1700, alla diffusione del consumo del caffè nelle colonie nord americane fu la tassa applicata al tè e emanata da re George, in seguito alla quale gli americani nel 1773 diedero vita alla sommossa del tè. Da questo boicottaggio trassero beneficio le sale da caffè, che era visto di buon occhio anche perché meno costoso.

Gli Stati Uniti oggi sono i maggiori consumatori di caffè al mondo. Qui il cosiddetto americano si beve in grosse tazze e scandisce ogni momento della giornata. I tipici luoghi di consumo sono i diner e i fast-food aperti a colazione, dove il tazzone di caffè si accompagna a uova, toast, pancakes e cereali. Oltre all’americano, negli Stati Uniti sono diffusissimi anche l’Iced Coffee, il Red Eye, che unisce caffè filtrato con espresso, e il Drip Coffee.

Centro e Sud America

Spostandoci man mano più a Sud del continente, il caffè assume caratteristiche legate ai prodotti tipici della zona.

In Messico, nazione leader nella produzione di caffè biologico, il Caffè de olla prevede l’uso di contenitori di coccio e l’aggiunta di cannella, chiodi di garofano, cioccolato sbriciolato e zucchero di canna messicano, il piloncillo.

A Cuba quello del caffè è un rituale quotidiano che favorisce la socializzazione. Il più comune modo di berlo è quello Coradito, un caffè espresso con una piccola quantità di latte caldo per ridurre l’acidità e che può presentarsi in numerose varianti.

In Giamaica viene coltivato il caffè Blue Mountain, considerato uno dei migliori caffè al mondo, se non addirittura il migliore, mentre in Colombia, dal cui asse proviene la maggior parte del caffè dei paesi consumatori, la bevanda viene consumata in tre varianti: tinto, cortado e chaqueta. Nello specifico quest’ultimo è un caffè nero corto allungato con aguapanela (o agua de panela), cioè uno sciroppo liquido ottenuto con zucchero di canna grezzo sciolto in acqua calda.

Infine in Brasile, dove nel ‘700 la stessa pianta arrivò grazie ad una disputa di confine tra il governatore della Guyana francese e quello della Guyana Olandese e l’intervento dell’ufficiale brasiliano-portoghese Francisco De Melo Palheta. la mattina si beve café com leite, mentre nel resto della giornata è cafezinhos, qualcosa di molto simile al nostro espresso servito in tazzina o bicchiere.

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