Nella prima metà del XVII secolo in Europa il caffè era ancora una bevanda esotica e, come zucchero, cacao e tè, era usato inizialmente soprattutto come costoso medicinale. Nel cinquantennio successivo, gli Europei scoprirono anche il valore sociale oltre che quello medicinale dell’infuso arabo.

Nel Vecchio continente oggi si distinguono vari tipi di preparazione del caffè. Da quello classico dell’espresso alla moka, dal caffè filtro francese a quello alla turca. Vediamo la tradizione di Italia, Inghilterra, Francia ed Austria

Italia

In Italia le prime caffetterie veneziane aprirono nel 1683 ma è solo nel 1884 che nasce l’espresso, oggi un vero e proprio simbolo del Made in Italy, cremoso, intenso e da bersi in tazzine rigorosamente spesse e bollenti. Consumato in quello che è considerato il luogo sinonimo di italianità, il bar, il caffè espresso è nato a Torino dopo l’invenzione della macchina per produrlo. E se al bar a farla da padrona è quest’uso, a casa di ogni italiano invece è fondamentale la moka. Inventata nel 1933 da Alfonso Bialetti, la moka ha soppiantato quasi completamente la caffettiera napoletana, detta cuccumella, la cui invenzione curiosamente si deve ad un francese.

Inghilterra

In Inghilterra a partire dal settecento Londra già contava duemila caffetterie ma nel corso del XVIII secolo gli inglesi cominciarono a bere tè al posto del caffè. Il tè, coltivatissimo in India colonia inglese, era più semplice da preparare, non richiedeva tostatura e macinatura e si conservava più a lungo.

Nonostante il rito del tè, oggi il consumo di caffè in Inghilterra sta aumentando sempre di più e le caffetterie sorgono ovunque. Costa coffee, Starbucks, Caffè Nero e McCaffè hanno tantissimi punti vendita. Sono sempre più anche i bar all’italiana. Dal cappuccino all’americano, passando per l’espresso, la moda del caffè ha ormai conquistato la nuova generazione inglese.

Francia

I francesi introdussero l’uso delle caffetterie lievemente in ritardo rispetto ad italiani e inglesi. Nel 1689 Francois Procope, immigrato italiano, apre il Cafè de Procope proprio di fronte alla Comedie Francaise. Fu qui che nel secolo successivo si incontrarono anche Voltaire, Rousseau e Diderot. L’evento generò nuovi costumi. Si ridusse il consumo di alcool e le sale da caffè favorirono uno straordinario fermento intellettuale che alla fine culminò nella rivoluzione francese.

Nel 1710 per primi i francesi tentarono la via del metodo a infusione che oggi è ancora il metodo più diffuso nella nazione: consiste nell’usare una tisaniera con uno speciale filtro a stantuffo o french press.

In Francia i bar sono numerosissimi e qui sono soliti accompagnare il caffè con croissants o french toast. Negli ultimi anni ha conquistato la nazione anche l’uso tutto napoletano del caffè sospeso, ovvero il caffè offerto dopo aver consumato il proprio.

Austria

In Austria il caffè arrivò dopo la vittoria sui Turchi alla fine del 1600. Franz George Kolschitzky, messaggero delle truppe viennesi, aprì la Bottiglia Blu, il primo caffè a Vienna. In pochi decenni il caffè diventò il carburante della vita intellettuale cittadina.

Oggi in Austria i caffè sono luoghi estremamente accoglienti dove, accompagnati da una tazza di espresso ristretto oppure di caffè con panna montata o latte, è possibile leggere un libro, un giornale e navigare in Internet. Attrattiva speciale comune a tutte le caffetterie viennesi sono le torte, da quelle della casa allo strudel di mele e ovviamente la più famosa Sacher.

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